I 5 Stelle scendono in piazza con Hannoun. «La solidarietà non si arresta. Libertà per Mohamed Hannoun. Libertà per Raed Dawoud. Libertà per Yaser Assaly. Libertà per tutti i prigionieri palestinesi. Ci vediamo in corteo sabato 10 per portare solidarietà alla Palestina e ai nostri compagni che sono stati arrestati per aver espresso dissenso e solidarietà. La solidarietà è una forza collettiva: esserci è importante», è il testo dell'Api, l'associazione del filo Hamas Hannoun (nella foto), che promuove il corteo del 10 gennaio per protestare contro la carcerazione dell'idolo pro Pal e dei suoi sodali, al centro dell'inchiesta della procura per un presunto finanziamento all'organizzazione terroristica per milioni e milioni di euro. Tra le adesioni, però, spiccano il M5S di Sesto San Giovanni e Milano, così come l'associazione «Schierarsi» (Milano), che fa capo all'ex grillino Alessandro Di Battista.
Continua la vicinanza del partito guidato da Giuseppe Conte con uomini ritenuti esponenti di un'organizzazione terroristica. Un partito rappresentato in Parlamento, i cui deputati hanno già frequentato Hannoun, ora partecipa a un corteo il cui titolo è «Giù le mai dalla Palestina e dal Venezuela. Contro sionismo e imperialismo. Per il diritto all'autodeterminazione dei popoli. No alla guerra e al riarmo. No alla compressione di diritti e salari. Libertà per i solidali palestinesi arrestati».
E lo fanno con sigle che hanno dimostrato la loro caratura: i Gpi (Giovani palestinesi italiani che hanno indetto una manifestazione di piazza dove si inneggiava al 7 ottobre), l'Udap, il partito dei Carc (che ha più volte espresso il proprio disprezzo verso il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella), l'Unione sindacale di Base, Proletari Comunisti, Sì Cobas e le altre realtà presenti nelle piazze. Anche questa adesione è un errore? O una dimenticanza? O forse è solo la prassi e per questo non riescono a prendere le distanze da un certo ambiente?
Intanto, il caso di Hannoun e della beneficenza si estende. Si incrociano due inchieste de Il Giornale: dopo la Moschea Marian di Milano, anche quella di Piacenza ( al centro dell'inchiesta de Il Giornale), aveva lanciato una raccolta fondi proprio con la Abspp, l'associazione benefica col popolo palestinese, ritenuta dagli inquirenti una delle associazioni tramite cui Hannoun avrebbe trasferito soldi ai terroristi. «Le donazioni e le raccolte della moschea di Piacenza sono giunti ai bisognosi di Gaza in Palestina. Ringraziamo l'associazione Abspp Onlus per la loro preziosa collaborazione», scrivono a corredo di un video in cui compaiono tutti gli elementi della società oggi al centro dell'inchiesta.

