È stata inaugurata ieri sera, presso la galleria Ceribelli di Bergamo, la mostra Desiderio e capricci di Wainer Vaccari, nella cornice della Milanesiana, ideata e diretta da Elisabetta Sgarbi. L'introduzione della serata è stata di Vittorio Sgarbi; sono intervenuti Wainer Vaccari e Aurelio Picca. Progetto allestitivo di Luca Volpatti. Proponiamo qui il discorso di Aurelio Picca.
Pare tutto si componga in una placca di terra, o sopra uno scudo di battaglia; eppure i dipinti hanno in serbo un urlo che, prima o poi si percepisce , può esplodere come Munch e cancellare o dilaniare ogni cosa in una miriade di brandelli.
In Wainer Vaccari coesistono il ferro e la disciplina del grande Nord trapiantati nel sangue emiliano. Le facce di Vaccari, come i suoi volti dipinti, sono anche autoritratti che si guardano allo specchio generando simmetrie immobili nelle stanze di un qualche Velázquez. E comunque pare siano poi usciti da Il mestiere delle armi, per citare il rarissimo film di Ermanno Olmi. Ma in fondo sono proprio altrettanti leggendari capitani di ventura, pronti a intraprendere scorribande nell'Italia del Valentino, di Sigismondo Malatesta, di Federico da Montefeltro. Intanto nella sua pittura coesistono il Bronzino e Hopper; Rosso Fiorentino e il tremore alla luce della candela di Francisco Goya. Vaccari è un pittore interiore e di guerra. Ritrattista d'alto conio e fiancheggiatore di un inconscio mai investigato. Del resto nelle composizioni dei manieristi italiani, il silente spazio potrebbe volgere in rovescio e veloce e inattesa trasfigurazione: penso ora appunto al Ritratto di Garzia de' Medici del Bronzino, nel quale il bambino stringe un uccelletto, magari cardellino, che dalla presa tenera può, da un momento all'altro, essere stritolato per gioco insaputamente crudele; o anche alla Deposizione di Rosso: dove i personaggi sono trasformabili in insetti o sagome legnose da baldacchino o teatro dei burattini.
Le opere del modenese sono magnetiche quanto una parete d'acciaio sui fiordi norvegesi. O un relitto di vascello che verrà un giorno rinvenuto, con la stiva carica di fumo e bottini di piraterie. Appunto, i pirati. Cioè gli uomini più prossimi a questi tali artisti. Visionari del calibro di Wainer Vaccari.

