Il 1° luglio del 2006 era un giorno di attesa, quando invece avrebbe potuto essere di festa. La sera prima, l'Italia di Lippi aveva battuto l'Ucraina ad Amburgo. Con l'ex Pallone d'Oro Blochin in panchina e Shevchenko in campo. Tre a zero: Zambrotta più un doppio Toni. Nella notte il rientro nel ritiro di Duisburg. Ci tocca la Germania! Eccola, l'attesa. Cominciata già al fischio finale. Semifinale in trasferta, ma quell'Italia si sentiva d'acciaio, si sapeva insuperabile, nostalgia canaglia. Erano i giorni di Calciopoli, gli azzurri vivevano in una bolla, pochi giorni prima sconquassata anche dal tentativo di suicidio del loro ex compagno e amico Gianluca Pessotto. Sabato 1° luglio, Torino fu invasa dalla marcia di protesta dei tifosi della Juventus, l'«Orgoglio Bianconero», di migliaia di persone nel cuore della città. Il pm federale Palazzi aveva già delineato i capi d'accusa per le società coinvolte, le richieste di condanna sportiva sarebbero poi arrivate il martedì successivo, lo stesso giorno della semifinale. Non erano giorni normali, non potevano esserlo. Eppure sappiamo com'è andata.
1-7-2006: l'attesa verso la Germania
Scritto il 01/07/2026
da Gianni Visnadi

