"Scuse per la foto Schlein-Befana? Macché, sono quelli del Pd che devono scusarsi con la Meloni"

Scritto il 06/01/2026
da Filippo Jacopo Carpani

Il primo cittadino: "Io in 25 anni non sono mai stato condannato o querelato, e mi hanno detto di tutto meno che pedofilo"

Un post sui social e scoppia la bufera. Nell'occhio del ciclone della sinistra, questa volta, è finito il sindaco di Trieste Roberto Dipiazza, che ha condiviso un'immagine del segretario del Pd Elly Schlein vestita da befana, con la didascalia: "Tanti auguri Befana". Dal Pd è arrivata una raffica di critiche e condanne, con addirittura richieste rivolte direttamente alla presidente del Consiglio perché prenda le distanze dal primo cittadino.

Allora, signor sindaco, si è sollevato un vero polverone con questo suo post.

A me hanno girato quella foto e l'ho solo condivisa, non mi sembra una cosa così drammatica.

Eh, lo dica a quelli del Pd che stanno facendo a gara a chi la accusa prima...

Io in 25 anni non ho mai avuto una condanna, non mi ha mai querelato nessuno, e mi hanno detto di tutto meno che pedofilo. Fa parte del gioco, quando si è esposti.

Lei tira dritto, dunque.

Lei sente quello che dicono? Alla sera, quando guardo la televisione, vedo dire contro la presidente del Consiglio Giorgia Meloni delle cose allucinanti al Senato o alla Camera. È una vergogna. E la premier viene attaccata in maniera incredibile proprio dalla Schlein, quindi è stata la prima a cui ho risposto.

Quindi per lei questo non è confronto politico?

No. Per esempio, io domani chiudo le scuole qui a Trieste per la neve che mancava da anni. Ma se cade un bambino, ho fatto bene a prendere questa decisione o no? Così, secondo me ci si confronta politicamente. Poi io sono un imprenditore nella vita, quindi trovo disdicevoli le persone che non hanno mai lavorato e parlano.

Quindi a tutti quelli che le chiedono di scusarsi, come Francesco Boccia, Chiara Braga e Nicola Zingaretti, cosa risponde?

Non ho nulla di cui scusarmi. Dovrebbero essere loro a chiedere scusa per quello che dicono quando parlano dimostrando una totale mancanza di rispetto per la presidente del Consiglio.