Assunzioni under 35: come funziona lo sgravio Inps

Scritto il 16/05/2026
da Stefano Damiano

Il decreto lavoro prevede uno sgravio totale dei contributi previdenziali per gli assunti under 35

L’esonero totale dal pagamento dei contributi previdenziali per le assunzioni di giovani under 35 effettuate tra il 1° gennaio e il 31 dicembre 2026.

È questa la misura principale del Decreto Lavoro per incentivare l’occupazione e la stabilizzazione di giovani, donne e lavoratori svantaggiati, con particolare attenzione alle aree comprese nella Zes Unica del Mezzogiorno.

A renderlo noto è l’Inps con la circolare n. 55 del 14 maggio 2026, che definisce i dettagli operativi dei nuovi incentivi all’occupazione introdotti dall’articolo 2 del Decreto (Bonus Giovani 2026): “Con la presente circolare si illustra l’esonero dal versamento del 100 per cento dei contributi previdenziali a carico dei datori di lavoro privati per le assunzioni a tempo indeterminato, effettuate dal 1° gennaio 2026 al 31 dicembre 2026, di giovani che, alla data dell’assunzione, non abbiano compiuto trentacinque anni di età e siano svantaggiati o molto svantaggiati (…) e si forniscono le prime indicazioni per la gestione dei connessi adempimenti previdenziali”.

Si tratta, dunque, di uno sgravio a favore dei datori di lavoro che saranno incentivati all’assunzione di giovani under 35 in quanto i costi della contribuzione previdenziale non saranno a carico loro ma direttamente sostenuti dallo Stato. Sono esclusi i premi e contributi dovuti all’Inail, nel limite massimo di importo pari a 500 euro su base mensile per ciascun lavoratore; questo limite è aumentato “nel limite massimo di importo pari a 650 euro su base mensile nelle ipotesi in cui il giovane lavoratore svantaggiato o molto svantaggiato sia assunto in una sede o unità produttiva ubicata nelle regioni della Zes unica”.

Inoltre, il provvedimento prevede poi una forma ridotta dell’incentivo, della durata di 12 mesi, destinata ai giovani tra i 15 e i 24 anni o a chiunque sia privo di un impiego stabile da almeno sei mesi.

La misura vale per il settore privato, compreso quello agricolo, mentre restano esclusi i rapporti con la pubblica amministrazione, il lavoro domestico e i contratti di apprendistato per cui il quadro normativo già prevede l’applicazione di aliquote previdenziali in misura ridotta rispetto a quella ordinaria. L’agevolazione è concessa per un periodo massimo di 24 mesi dalla data di assunzione.

Occorre fare attenzione alla tipologia contrattuale: il bonus spetta per le assunzioni a tempo indeterminato e si applica anche alle trasformazioni a tempo indeterminato di precedenti rapporti a termine. Restano invece tassativamente escluse le nuove assunzioni con contratto a tempo determinato.

Oltre al vincolo anagrafico, i neo-assunti devono essere privi di un impiego regolarmente retribuito da almeno 24 mesi. Questo requisito scende a 12 mesi nel caso in cui i soggetti appartengano alle categorie di lavoratori svantaggiati definite dal Regolamento (UE) n. 651/2014 (lettere c, e, f e g). Tra questi rientrano, ad esempio, le persone senza diploma superiore, gli adulti con familiari a carico, i lavoratori impiegati in settori ad alta disparità di genere o i cittadini appartenenti a minoranze etniche che richiedono specifici percorsi di integrazione professionale e linguistica.