L'ammissione choc del sindaco di Crans. "Nessun controllo nel locale dal 2020"

Scritto il 07/01/2026
da Patricia Tagliaferri

Féraud si scusa, ma non lascia la carica. I gestori: "Devastati, non ci sottrarremo"

Cinque anni senza controlli antincendio. Al Le Constellation era "tutto in regola", come sostenuto dai proprietari del locale di Crans-Montana diventato una trappola mortale per 40 ragazzi, semplicemente perché dal 2020 al 2025 le ispezioni periodiche non ci sono state: non ce n'è traccia nei documenti dell'amministrazione comunale ha consegnato ai pm. È il sindaco di Crans-Montana, Nicolas Féraud, ad ammettere davanti ai giornalisti di mezza Europa gravi mancanze nei controlli di sicurezza nel corso di una conferenza stampa nel centro congressi dove fino a pochi giorni fa le famiglie disperate aspettavano notizie.

Un "buco nero" che sembra incredibile nella Svizzera della precisione e delle regole, di cui il sindaco "si rammarica profondamente". Senza sapere come sia potuto accadere: "Porterò questo fardello per la vita". Non che con ci fossero i controlli antincendio, che in Svizzera sono delegati ai Comuni. Solo nel 2025 sono state effettuate oltre 14mila verifiche, ma nessuna negli ultimi 5 anni a Le Constellation. Eppure sembra che nel locale della strage non fosse una novità l'infiammabilità della schiuma fonoassorbente da cui è divampato l'incendio di Capodanno, istallata durante i lavori di 10 anni fa, come dimostra un video del primo gennaio 2020 diffuso sui media svizzeri in cui un barman urla alle giovani che sollevano le bottiglie di alcolici con le candele pirotecniche di "fare attenzione alla schiuma". Una prassi di cui il sindaco non sapeva nulla: "Siamo rimasti scioccati da questo video raccapricciante. Dimostra la negligenza dei gestori: "Hanno corso rischi sconsiderati che hanno messo il pericolo la clientela e non si possono giustificare". Adesso anche il secondo locale dei coniugi francesi Jacques e Jessica Moretti, accusati di omicidio, lesioni e incendio colposi, è stato chiuso. Ieri la loro prima dichiarazione pubblica: "Siamo devastati e sopraffatti dal dolore, piena cooperazione, non ci sottrarremo alle indagini".

Le autorità di Crans, assicura Féraud, non erano a conoscenza di condizioni pericolose nel bar adibito a discoteca, che aveva un limite di capienza di 100 persone per i locali al piano terra e 100 per il seminterrato. Mai saputo che si maneggiasse fuoco, mai ricevuto segnalazioni. Di certo le disposizioni antincendio erano state verificate negli anni 2016, 2018 e 2019, quando in occasione dei controlli erano state richieste specifiche modifiche per il rispetto delle norme. Poi più nulla. Perché? Una domanda alla quale il sindaco non sa rispondere, pur negando qualsiasi ipotesi di corruzione dei funzionari comunali o la possibilità che gli addetti alla sicurezza conoscessero i proprietari. Le dimissioni "sono fuori discussione". Per il sindaco saranno i tribunali a decidere: "Ci assumeremo tutte le responsabilità che stabiliranno". La possibilità, prospettata dall'amministrazione di presentarsi come parte civile, è respinta con forza dall'avvocato Romain Jordan, che rappresenta diverse famiglie: "Il tentativo del Comune di presentarsi come vittima equivale a privare le vere vittime di questa tragedia del loro status, è inaccettabile". Féraud ha voluto precisare che comunque la normativa non prevede "il controllo di qualità dei materiali" durante le ispezioni, come la schiuma fonoassorbente infiammabile da cui si sarebbe propagato l'incendio e che per i lavori interni, come quelli per la veranda costruita nel 2015, non era necessario l'ok del Comune. Sufficiente, a suo dire, il numero di uscite di sicurezza e un solo estintore. Neanche l'allarme antincendio, secondo Patrick Clivaz, consigliere comunale responsabile della sicurezza, sarebbe stato necessario in uno spazio di quelle dimensioni. In risposta alla tragedia il Comune ha annunciato misure immediate: un ufficio specializzato ispezionerà tutti gli esercizi pubblici e verrà vietato l'uso di oggetti pirotecnici in spazi chiusi.