Disordini nel carcere di Pisa, rivolrientrata. Cosa è accaduto

Scritto il 01/10/2026
da agi

AGI - Momenti di fortissima tensione nella casa circondariale Don Bosco di Pisa, dove un gruppo di detenuti ha dato vita a una violenta protesta all'interno della struttura.

Nella tarda serata, la situazione è degenerata quando i carcerati hanno preteso un incontro immediato con il direttore dell'istituto penitenziario.

La rivolta nel carcere di Pisa e la live sui social

Nel corso dei disordini, i detenuti sono riusciti a realizzare e trasmettere una diretta streaming sulla piattaforma social TikTok. Il filmato, che in breve tempo ha ottenuto migliaia di visualizzazioni prima di essere interrotto, ha mostrato le fasi più concitate della protesta: nello specifico, le immagini hanno ripreso una barricata eretta dai reclusi per sbarrare il passaggio ed impedire l'accesso alle forze dell'ordine, intervenute sul posto per riportare l'ordine e sedare la rivolta.

L'episodio riporta al centro dell'attenzione le criticità che da anni affliggono il carcere toscano. Le condizioni della struttura versano infatti in un grave stato di precarietà, esasperate da problemi cronici di sovraffollamento e dalle conseguenti pesanti carenze sul piano igienico-sanitario.

I motivi della protesta 

Secondo quanto si apprende, la rivolta sarebbe scaturita dalla scoperta di microspie nelle celle, dopo che ieri la Direzione della struttura aveva fatto simulare una prova di evacuazione.

Nella diretta social da un cellulare, alternando aggiornamenti in lingua italiana e in lingua albanese, e' stato ribadito il diritto di non essere spiati.

"Rivolta rientrata"

 Rientrata la rivolta nella Casa Circondariale Don Bosco di Pisa grazie all'intervento dei mediatori della polizia penitenziaria e, da quanto si apprende, alcuni detenuti sarebbero gia' stati arrestati e trasferiti, mentre e' in corso di pianificazione nelle prossime ore il trasferimento di altri dal momento che la sezione carceraria interessata dalla rivolta risulta seriamente danneggiata. La protesta dei detenuti era iniziata nella serata di ieri e resa nota dagli stessi attraverso una diretta su Tik Tok, nel corso della quale veniva denunciato il ritrovamento di cimici investigative nelle celle.
Francesco Oliviero, segretario regionale toscano del Sappe, cosi' commenta l'accaduto: "Si conferma la necessita' di rivedere urgentemente le piante organiche e di adeguarle alle reali esigenze degli istituti penitenziari di tutto il distretto. La polizia penitenziaria continua a garantire la sicurezza e la funzionalita', ma non puo' essere lasciata da sola a fronteggiare emergenze strutturali: servono uomini, risorse, e interventi concreti".
"La vicenda - ha aggiunto - si e' conclusa intorno alle 6 grazie alla professionalita' della polizia penitenziaria e a una lunga trattativa con i detenuti condotta dai negoziatori che li hanno convinti a lasciare spontaneamente le loro celle e interrompere la protesta dopo molte ore. Esprimo il mio apprezzamento per la professionalita' del personale che ha saputo gestire una situazioni critica nonostante le gravi carenze di organico".