AGI - Dopo un attacco hacker avvenuto a febbraio, le Gallerie degli Uffizi avrebbero ricevuto una richiesta di riscatto per riavere indietro i dati rubati.
E dopo quell'intrusione nel sistema informatico, alcune opere, come il Tesoro dei Granduchi, sono state trasferite nel caveau della Banca d'Italia e sono stati avviati dei lavori in una zona di Palazzo Pitti oggi chiusa per "manutenzione straordinaria". Ne dà notizia il 'Corriere della Sera'. Secondo quanto riferito dal quotidiano, è in corso anche un'indagine, che coinvolge anche l'Agenzia per la cybersicurezza nazionale, avviata dopo la denuncia del direttore degli Uffizi, Simone Verde. Lo stesso Verde, nelle scorse settimane, avrebbe ricevuto la richiesta di riscatto da parte degli hacker.
Dati sottratti e rischi
Tra i dati sottratti, ci sarebbe l'archivio del gabinetto fotografico ma il rischio è che gli hacker possano essere entrati in possesso anche di password e altre informazioni sensibili.
La procura di Firenze apre un'inchiesta contro ignoti
Dopo l'attacco hacker subìto dalle Gallerie degli Uffizi a febbraio, la procura di Firenze ha aperto un fascicolo per tentata estorsione e accesso abusivo ai sistemi informatici è stata aperta dalla Procura di Firenze. Al momento l'indagine, affidata alla Polizia postale e all'Agenzia per la cybersicurezza, è a carico di ignoti. E' stata la direzione del museo a sporgere denuncia. Dopo il furto di dati - che secondo una nota delle Gallerie diffusa oggi non avrebbe comunque portato a nessun danno, avendo recuperato tutto tramite back-up -, gli hacker avrebbe 'ricattato' il museo chiedendo soldi in cambio della restituzione dei dati.

