AGI - Pianificava un'aggressione a scuola con un coltello contro la docente ma è stato fermato dai carabinieri. Lo studente 14enne voleva vendicarsi per la bocciatura scolastica dello scorso anno, e per questo aveva nascosto un coltello a scuola con il quale, questa una prima ipotesi investigastiva, avrebbe voluto colpire una insegnante. È accaduto in un istituto comprensivo di Lamezia Terme dove i carabinieri sono intervenuti in tempo, bloccando il ragazzo.
Pianificava un'aggressione a scuola, fermato un 14enne
Si tratta di un adolescente di origine marocchina su cui ora sono in corso ulteriori accertamenti da parte dei Carabinieri. Sul caso c'è uno stretto riserbo da parte degli inquirenti, ma pare che i militari siano stati allertati dopo che il giovane avrebbe scritto le sue intenzioni su un gruppo Telegram dove erano presenti i compagni di classe.
La sicurezza a scuola
Il tema della sicurezza nelle scuole ha preso nuovo impulso dall’aggressione avvenuta lo scorso 18 settembre all’Istituto Giovanni Verga di Roma. Ed è stato rilanciato il dibattito sulla mancata presenza dei metal detector in molti istituti scolastici italiani. Allo stesso tempo si è acceso un caso politico dopo l'annuncio del governo di norme sulla scuola per vietare il burqa e niqab nelle aule e sul tetto massimo di stranieri nelle classi.
L'accoltellamento a Centocelle
Isabella Marsilio insegnante di italiano della scuola nel quartiere Centocelle, nella periferia est della Capitale è stata vittima prima di spray urticante al volto e poi colpita dai fendenti del coltello impugnato da un suo studente di 13 anni. “La odiavo volevo punirla perché arrivato in terza media con due debiti in italiano e storia”, avrebbe ammesso davanti agli investigatori.
Era stato un compagno di classe congolese che vive in una casa famiglia a strappare dalle mani dell’aggressore il pugnale da sub con una lama di 20 centimetri.
Il nemico nascosto dietro ai social media
Allo stesso tempo balza in primo piano il rischio per gli adolescenti legato ai social media. Chi indaga sta verificando contatti social del ragazzo e il video dell’aggressione alla docente di 66 anni realizzato dal 13enne con il cellulare attaccato su un caschetto mentre era in diretta sui social. Gli inquirenti hanno scoperto che l’adolescente faceva parte della cosiddetta "True Crime Community" su TikTok, una rete di giovanissimi intossicati dalla violenza.
Gli investigatori sospettano che l'adolescente possa essere stato istigato (forse all'estero) da criminali o da sistemi informatici basati sull'intelligenza artificiale a caccia di soggetti fragili. Persone 'arruolate' perché siano protagonisti di atti di violenza da pubblicare poi online.
La preside
"Il messaggio che ho dato stamattina è che la rete della comunità educante ha funzionato, soprattutto rispetto ai compagni di scuola. Facciamo un lavoro totale contro l'omertà e il bullismo. Siamo sconvolti da una parte, ma siamo contenti perché stiamo lavorando bene in quanto questi ragazzi che hanno visto questa situazione strana si sono subito rivolti a un adulto", ha detto la dirigente scolastica Maria Angela Bilotti.
Nell'intervista rilasciata al Corriere della Calabria, la dirigente ha aggiunto che, rispetto a questi fenomeni, si tratta di "una emergenza che si sta registrando in tutta Italia. Ora ci sono indagini in corso, quindi non conosco i dettagli della vicenda".
Secondo quanto emerso, non c'erano stati segnali preoccupanti, ma la dirigente Bilotti si è soffermata anche sulla figura del giovane alunno: "E' un ragazzo che va aiutato, non dimentichiamoci che c'è anche l'altra parte. E' una cosa grave, ma non è un ragazzo che va lasciato a se' stesso".

