AGI - La giudice per le indagini preliminari di Milano Maria Beatrice Parati ha concesso gli arresti domiciliari a Gabriele P., il ragazzo che guidava l'auto precipitata nel canale Villoresi a Milano.
La gip non ha quindi accolto la richiesta del pm Rosario Ferracane che aveva chiesto la convalida del carcere per il ragazzo accusato di omicidio stradale pluriaggravato per la morte di tre amici a bordo dell'Audi che stava guidando. Le tre vittime si chiamavano Camilla Copparoni, Lorenzo Benin e Riccardo Provasi. L'autista alla guida del suv Audi Q2, Gabriele P., 18 anni, è risultato positivo all'alcol test con un tasso alcolemico di 1,6 g/l. Sull'auto viaggiavano in totale nove ragazzi, di età compresa tra i 17 e i 19 anni. I sei sopravvissuti erano stati trasferiti in codice giallo all'Ospedale Niguarda.
Domiciliari: la motivazione
Le esigenze cautelari del pericolo di inquinamento probatorio e della reiterazione del reato ci sono ma possono essere 'contenute' con la detenzione domiciliare tenendo presente la giovane età, il fatto che è incensurato e che ha cercato di salvare l'amica Camilla Copparoni, poi deceduta. È questa in sostanza la motivazione con cui la giudice Maria Beatrice Parati ha concesso i domiciliari a Gabriele P., il ragazzo alla guida dell'auto precipitata nel canale Villoresi a bordo della quale all'alba di domenica scorsa viaggiavano altri otto ragazzi di cui tre morti.
Alcol test e rischi indicati dal pm
Gabriele P. era risultato positivo al test dell'alcol. Secondo il pm sussistevano il pericolo di inquinamento probatorio e di reiterazione del reato.
Le scuse durante l'interrogatorio
"Chiedo scusa alle famiglie dei miei amici". Lo ha detto nell'interrogatorio in carcere rendendo dichiarazioni spontanee alla giudice Gabriele P., il 18enne che guidava l'auto finita domenica scorsa in un canale a Senago nel Milanese.
La posizione del giovane
A bordo dell'Audi c'erano nove ragazzi, di cui tre morti. Gabriele P. si è avvalso della facoltà di non rispondere ma ha voluto rendere delle dichiarazioni per esprimere il suo dispiacere per quanto accaduto.
"Ferma l'estrema gravità del fatto e l'elevato grado di colpa" di Gabriele P. "deve altresì essere considerato il comportamento tenuto nell'immediatezza dall'indagato". Il provvedimento con cui la giudice Maria Beatrice Parati convalida l'arresto del giovane alla guida dell'auto finita nel canale Villoresi prende atto del pericolo di reiterazione del reato e di inquinamento probatorio ma valorizza anche il tentativo del giovane di aiutare gli amici dopo l'incidente.
Il pericolo che replichi quanto già fatto deriva, secondo la giudice, "dalle modalità particolarmente spregiudicate della condotta: si è posto alla guida di un veicolo con a bordo nove persone, in stato di alterazione alcolica e, nonostante ciò, tenendo una guida pericolosa, pur a fronte delle richieste avanzate dagli amici e delle evidenti condizioni della strada".
Rischio di inquinamento probatorio
Quanto all'inquinamento probatorio, "il contesto in cui si sono verificati i fatti, i rapporti di conoscenza e amicizia che legano i soggetti coinvolti rendono verosimile e concreto il pericolo che, se libero di contattare i soggetti coinvolti e altri conoscenti possa incidere sulle dichiarazioni rese e possano verificarsi condizionamenti del ricordo" sulla serata.
Decisione sui domiciliari
I domiciliari però sono sufficienti considerando che "si è indicato agli operanti come il conducente del veicolo e si è sottoposto all'accertamento alcolemico" e "dalle dichiarazioni rese dalle persone offese, si evince come avesse cercato di soccorrere gli amici", in particolare Camilla, poi deceduta.
Valutazioni finali della giudice
"Al contegno tenuto nell'immediatezza deve aggiungersi che è un soggetto di giovane età, incensurato e la difesa ha documentato un regolare curriculum scolastico nonché l'attività lavorativa d'estate" conclude la gip che ha disposto anche il braccialetto elettronico per il ragazzo.
Attesa e dichiarazioni della difesa
Il pm Rosario Ferracane aveva chiesto la convalida dell'arresto e la custodia cautelare in carcere per il giovane alla guida dell'auto finita nel canale Villoresi a Senago domenica scorsa ritenendo sussistenti i pericoli di inquinamento probatorio e di reiterazione del reato. "Aspettiamo la decisione della giudice" si era limitata a dire ai cronisti l'avvocata Martina Isella lasciando San Vittore.

