Ecco come bolle Milano. Al Giambellino percepiti anche 45 gradi

Scritto il 01/07/2026
da Serena Coppetti

Dal 1960 a oggi registrato in città un aumento della temperatura media annuale di 2,8 gradi

C'è un'intera città che bolle ma non tutta alla stessa temperatura. Basta spostarsi di un isolato, avvicinarsi a un parco per percepire un po' di refrigerio, mentre ci sono zone dove asfalto, cemento e pensiline trasformano le strade in saune che non hanno niente di benefico. A scattare la fotografia termica cittadina, quartiere per quartiere, è stata la tappa milanese di Che caldo che fa! Contro la cooling poverty: città + fresche, città + giuste realizzata attraverso l'uso di termocamere a infrarossi da Legambiente insieme al Politecnico di Milano. Che sia un caldo esagerato ce ne siamo accorti tutti, ora sappiamo anche "quanto" e "dove". Milano dal 1960 ad oggi ha registrato un aumento della temperatura media annuale di 2,8°. La scorsa estate ci sono stati 1.156 morti per il caldo, 99 notti tropicali, 12 giorni di allerta caldo estremo. Quest'anno il monitoraggio ha misurato, grazie a una particolare macchina utilizzata dai dottorandi del Politecnico, non solo la temperatura al suolo, ma anche quella "operativa" cioè il calore realmente percepito dal corpo umano considerando calore, umidità, ventilazione. Il focus è stato sul quartiere Giambellino dove ben il 58% (114 su un totale di 197) di servizi e strutture monitorati tra scuole, uffici postali, fermate del bus, farmacie, aree giochi - risultano direttamente esposti al sole nelle ore centrali della giornata. A pesare l'assenza di alberi e della loro ombra: dove ci sono si nota la differenza. Quel che pesa è soprattutto la temperatura operativa, spesso 10 gradi in più rispetto a quella segnata dal colonnino di mercurio. I picchi più alti sono stati registrati davanti alla farmacia San Cristoforo (44,9 gradi percepiti a fronte di una temperatura dell'aria di 34,2 gradi) e all'uscita della metropolitana M4 "Segneri", considerata una vera e propria isola di calore, dove la temperatura percepita ha toccato i 44,6 gradi, superando di dieci gradi quella ambientale. Situazione critica anche alla fermata dell'autobus di fronte alla stazione M4 "San Cristoforo" (39,5 gradi percepiti), dove la pensilina in vetro e metallo fa da lente d'ingrandimento, e davanti alle Poste di via Vespri Siciliani (40,7 gradi). Alla scuola elementare "Nazario Sauro", l'alto tasso di umidità ha fatto impennare il calore percepito a 37,9 Gradi. Al contrario, la temperatura più bassa è stata rilevata all'asilo nido di via Manzano (32,8 gradi), protetto dall'ombra degli alberi.

"Milano è stata tra le città più colpite in Europa dall'ondata di calore ancora in corso - commenta Lorenzo Baio, vicepresidente di Legambiente Lombardia - La sua posizione nelle classifiche sul caldo anche deve farci riflettere su almeno due fatti poco contestabili: siamo poco attrezzati per gestire in modo equo gli effetti della crisi climatica in città e abbiamo il dovere di farlo in modo efficace e al passo con gli effetti della crisi climatica. Milano può e deve essere un laboratorio di soluzioni". Sette le proposte che Legambiente lancia al Sindaco di Milano tra cui la garanzia di un'area verde a meno di 200 metri da ogni casa, un piano straordinario di de-pavimentazione, il rafforzamento dei rifugi climatici del Comune e l'istituzione di un "Piano Casa Climatico" per riqualificare energeticamente gli alloggi dell'edilizia residenziale pubblica.