Andrea Orcel (in foto) frena sul risiko bancario ma lascia aperta ogni opzione. Da Palermo, dove ha ricevuto la laurea magistrale honoris causa in Scienze economiche e finanziarie, il ceo di Unicredit ha ribadito la linea già espressa nei giorni scorsi. "Siamo osservatori, vediamo se ci sono spazi per Unicredit oppure no", ha dichiarato. Il banchiere ha rimarcato che la forza del gruppo resta la crescita organica. "Quando si ha una banca che riesce a guadagnare quote di mercato in modo significativo, trimestre dopo trimestre, le acquisizioni possono aggiungere valore, ma il vero valore è la capacità di crescere e di continuare a generare valore da soli", ha puntualizzato. "Abbiamo quella base e da lì vedremo se c'è altro, altrimenti passeremo la mano", ha tagliato corto.
Nella lectio magistralis, intitolata "Il coraggio di unire l'Europa" Orcel ha rilanciato il tema dell'integrazione europea. "Sono italiano, di origine siciliana, ma credo moltissimo nell'Europa. Per difendere le nostre differenze e prosperare abbiamo bisogno di unirci". Quindi l'appello a Bruxelles: "L'Ue ha tutto quello che è necessario, ma molte volte ci focalizziamo su quello che non va invece di mettere a fattore comune quello che va". Da qui l'invito a "uno scatto decisivo" per diventare "il terzo blocco economico globale, allo stesso livello di Usa e Cina". Soltanto una vera unione bancaria e dei mercati dei capitali può sostenere investimenti e competitività. "Non c'è più tempo, dobbiamo farlo adesso", ha concluso.