L’incubo dell’Italia del calcio non finisce mai. Per la terza volta consecutiva la Nazionale quattro volte campione del mondo dovrà vedere il mondiale di calcio alla televisione. L’undici di Gattuso è stato sicuramente penalizzato dall’espulsione di Bastoni al 42’, che ha costretto l’Italia a difendersi per quasi tutta la ripresa. Gli Azzurri erano passati nel primo tempo con il gol di Kean su un rinvio sbagliato del portiere Vasilj e sembravano in grado di resistere fino al 90’ all’assedio della Bosnia.
Alla fine è stato fatale il tap-in di Tabakovic al 79’ che ribadisce in porta dopo un’azione confusa in area piccola. Gli Azzurri, però, erano andati più volte vicini al raddoppio nella ripresa con Kean, Pio Esposito e Dimarco. Alla fine si arriva alla lotteria dei rigori, dove sono fatali gli errori proprio del giovane interista e di Cristante: la Bosnia non sbaglia niente e vola al mondiale. All’Italia restano solo rimpianti e una delusione troppo grande per essere vera.
Kean fa, Bastoni disfa
L’atmosfera che accoglie l’undici di Gattuso al Bilino Polje, il temuto catino di Zelica vero e proprio fortino della Bosnia, è infuocata come nelle peggiori previsioni degli Azzurri. Il ct conferma in toto l’undici titolare visto contro l’Irlanda del Nord mentre Barbarez opera un paio di cambi. L’approccio alla gara dei padroni di casa è quello che ti aspetti: pressing feroce a tutto campo, aggressione costante al portatore di palla per poi cercare di mettere in imbarazzo la retroguardia azzurra. L’Italia fatica tantissimo a costruire azioni degne di questo nome ma riesce a trovare il vantaggio su un errore marchiano della retroguardia balcanica: rinvio sballato del portiere Vasilj che finisce sui piedi di Barella. Il centrale dell’Inter vede che Kean si è guadagnato un po’ di spazio in area sul marcatore e gli mette un passaggio perfetto: controllo e tiro a giro che finisce al sette per l’avanti viola, niente da fare per il portiere della Bosnia. La rete ha l’effetto di rilassare un’Italia partita molto contratta ma non demoralizza per più di qualche minuto l’undici di casa, che si lancia all’attacco a caccia del pareggio.
Al 20’ Basic prova a testare i riflessi di Donnarumma dalla lunga distanza ma il portiere del Psg risponde coi pugni. L’Italia prova a rispondere in contropiede con un paio di azioni guidate da Tonali e Mancini che, però, non si trasformano in vere e proprie palle gol. La retroguardia azzurra si dimentica completamente di Katic che riesce a colpire di testa in posizione non ideale, facilitando la parata di Donnarumma. Sul rovesciamento di fronte, Retegui si libera al limite dell’area e lascia partire un buon rasoterra ma troppo centrale per ingannare Vasilj. Dopo una partenza lancia in resta entrambe le squadre tirano il fiato, con l’Italia ben lieta di rallentare il ritmo. Verso il 40’, la Bosnia crea un paio di buone occasioni fino alla disattenzione che complica maledettamente le cose per l’Italia. Rinvio non perfetto di Donnarumma, palla rubata da Memic che si invola verso la porta: Bastoni lo stende su una chiara occasione da gol, il signor Turpin estrae il rosso diretto. Gattuso richiama in panchina Retegui per inserire Gatti ma l’Italia chiude in apnea: Donnarumma para su Katic e riesce in qualche modo a difendere il vantaggio.
Tanta sofferenza, pari Bosnia
Durante l’intervallo il ct bosniaco Barbarez si gioca il tutto per tutto: fuori l’atalantino Kolasinac e Sunjic, spazio a Tahirovic e al talento Alajbegovic. Gattuso risponde richiamando in panchina Politano per inserire il giovane Palestra nella stessa posizione. Il diciottenne talento scuola Leverkusen non ci mette molto per scaldare i guantoni di Donnarumma ma l’Italia sta soffrendo tantissimo, non riuscendo ad uscire dalla propria area di rigore che in poche occasioni. Ogni cross è una deviazione, ogni calcio d’angolo è un brivido per gli ottocento tifosi azzurri arrivati a Zenica. Gli Azzurri iniziano a fare un po’ di melina, anche solo per riprendere il fiato dopo il lungo assedio dei padroni di casa ma è proprio l’Italia ad avere l’occasione per il raddoppio. Su un passaggio un po’ leggero, Moise Kean anticipa tutti, ruba la sfera e si lancia di gran carriera verso la porta, inseguito da due difensori. Quando arriva a tu per tu con Vasilj, però, l’attaccante della Fiorentina calibra male il tiro, che sorvola di pochissimo la traversa della Bosnia.
A 25 minuti dal triplice fischio, Italia molto quadrata, con automatismi difensivi che funzionano alla grande, limitando di molto i palloni pericolosi dalle parti di Donnarumma. Dopo un inizio gagliardo, i padroni di casa sembrano un po’ a corto di idee e continuano a cercare soluzioni sulle fasce mentre Gattuso medita un paio di sostituzioni per inserire forze fresche in un momento cruciale della partita. Dentro Pio Esposito e Cristante per Kean e Locatelli mentre la Bosnia passa al tridente: i balcanici vivono di fiammate ed il rasoterra di Tahirovic chiama Donnarumma ad una parata clamorosa. Sul rovesciamento di fronte, Palestra offre un assist perfetto a Pio Esposito, il cui tiro al volo, però, non trova la porta. Gol sbagliato, gol preso: ennesimo cross dalla sinistra, ennesima rissa nell’area piccola, Donnarumma si supera sulla deviazione di Dzeko ma non può niente quando il nuovo entrato Tabakovic ribadisce in porta. Proteste della panchina azzurra per un contrasto dell’ex Roma su Mancini ma il Var decide che va bene così.
Niente di fatto, si va ai rigori
Gattuso decide di richiamare uno stanco Dimarco per dare una mezz’ora a Spinazzola ma la partita continua a giocarsi ad una porta sola, quella dell’Italia. Dopo cinque minuti gestiti dai padroni di casa, l’Italia si fa vedere con un bel cross di Cristante giusto per la testa di Pio Esposito, che però viene anticipato dall’uscita di Vasilj. La risposta della Bosnia arriva qualche minuto dopo con una serpentina in area ed una rabona evitabile ma l’episodio chiave arriva al 103’. Palestra è servito alla grande e si invola verso la porta: Muharemovic e Burnic provano a riprenderlo ma l’ex Juventus Next Gen stende il giovane azzurro. Sembrerebbe un rosso ma Turpin preferisce il giallo. Panchina azzurra furibonda ma non c’è niente da fare: in pieno recupero Palestra mette un gran cross sul secondo palo, dove ci arriva Pio Esposito ma anche, in qualche modo, Vasilj.
Mentre la Bosnia continua ad attaccare pur senza mandare in crisi la difesa azzurra, c’è spazio per un’altra polemica della panchina dell’Italia quando, sul tiro di Pio Esposito, Muharemovic sembra toccare il pallone con la mano mentre stava cadendo in piena area. Turpin non interviene neanche stavolta. Le due squadre provano ad attaccare ma senza scoprirsi troppo mentre il ct della Bosnia sembra già pensare ai calci di rigore ed inserisce Hadziahmetovic. Alla fine i tentativi di risolvere la partita in extremis non servono a niente: per decidere chi volerà in America ci vorranno i calci di rigore.
La sequenza dei rigori
- Tahirovic (B) - GOL
- Pio Esposito (I) - FUORI
- Tabakovic (B) - GOL
- Tonali (I) - GOL
- Alajbegovic (B) - GOL
- Cristante (I) - TRAVERSA
- Bajraktarevic (B) - GOL
Il tabellino
BOSNIA (4-4-2): Vasilj; Dedic, Katic, Muharemovic, Kolasinac (46’ Tahirovic); Bajraktarevic, Sunjic (46’ Alajbegovic), Basic (71’ Tabakovic), Memic (71’ Burnic); Demirovic (115’ Hadziahmetovic), Dzeko. Ct: Sergej Barbarez
ITALIA (3-5-2): Donnarumma; Mancini, Bastoni, Calafiori; Politano (46’ Palestra), Barella (85’ Frattesi), Locatelli (71’ Cristante), Tonali, Dimarco (91’ Spinazzola); Kean (71’ Pio Esposito), Retegui (43’ Gatti). Ct: Gennaro Gattuso
Marcatori: 14’ Kean (I), 80’ Tabakovic (B)
Ammoniti: 54’ Tahirovic (B), 81’ Donnarumma (I), 103’ Muharemovic (B), 114’ Katic (B), 120+1’ Frattesi (I)
Espulsi: 41’ Bastoni (I)
Arbitro: Clement Turpin (Francia)