L'Italia nega l'uso della base di Sigonella agli Usa. Pentagono: "Rispetta i trattati". Meloni: "Rapporti restano solidi, riferirò in Parlamento il 9 aprile"

Scritto il 31/03/2026
da Redazione web

Nessuno aveva chiesto l'autorizzazione né consultato i vertici militari italiani. L'ordine partito da Crosetto coi bombardieri già in volo. La nota di Palazzo Chigi: "Ogni richiesta viene esaminata con attenzione caso per caso"

Agli Stati Uniti è stato negato l'utilizzo della base aerea di Sigonella per le operazioni militari in Iran. L'episodio risalirebbe ad alcune sere fa. Il Capo di Stato Maggiore della Difesa Luciano Portolano è stato informato dallo Stato maggiore dell’Aeronautica che il piano di volo di alcuni aerei Usa prevedeva di atterrare a Sigonella per poi partire verso il Medioriente. Nessuno però aveva chiesto alcuna autorizzazione né consultato i vertici militari italiani: il piano, infatti, era stato comunicato mentre gli aerei erano già in volo e dalle verifiche è emerso che non si trattava di voli normali o logistici e quindi non erano compresi nel trattato con il nostro Paese. Portolano ha quindi chiamato il ministro della Difesa Guido Crosetto per informarlo. Da qui la decisione di negare l'utilizzo della base aerea agli Stati Uniti. Per quel tipo di autorizzazione, come già è stato precisato dal governo, la richiesta dovrebbe passare per il Parlamento.

Meloni riferirà in Parlamento il 9 aprile

"In riferimento alle notizie di stampa sull'utilizzo delle basi militari, si ribadisce che l'Italia agisce nel pieno rispetto degli accordi internazionali vigenti e degli indirizzi espressi dal Governo alle Camere". Lo afferma una nota di Palazzo Chigi spiegando che "la linea dell'Esecutivo è chiara, coerente e già pienamente condivisa con il Parlamento, senza alcuna modifica. Ogni richiesta viene esaminata con attenzione, caso per caso, come sempre avvenuto anche in passato" e che "non si registrano criticità né frizioni con i partner internazionali. I rapporti con gli Stati Uniti, in particolare, sono solidi e improntati a una piena e leale collaborazione. Il Governo continuerà pertanto ad operare nel solco dei trattati vigenti, nel rispetto della volontà del Governo e del Parlamento, garantendo al contempo affidabilità internazionale e piena tutela dell’interesse nazionale". La premier Giorgia Meloni si è detta disposta a riferire in Parlamento la prossima settimana. "A seguito di contatti con il presidente Lorenzo Fontana - precisano fonti della Camera - l'informativa in aula della presidente del Consiglio sull'azione di governo è fissata giovedì 9 alle 9 alla Camera e alle 12 in Senato".

Pentagono: "Sulle basi l'Italia rispetta i trattati"

L'Italia rispetta i trattati e "fornisce attualmente sostegno garantendo accesso, basi e diritti di sorvolo alle forze statunitensi". A gettare acqua sul fuoco è stato lo stesso Pentagono attraverso un funzionario sentito dall'ANSA che chiedeva un commento sulla decisione di Roma. "Sì" ha poi risposto il funzionario alla domanda se l'Italia rispetti i trattati con gli Usa sull'uso delle basi: "Il ministro italiano della Difesa ha pubblicato un post su X in questo senso, e anche la presidenza del consiglio ha diffuso una dichiarazione", ha aggiunto.

Crosetto: "Basi attive e in uso, nulla è cambiato"

"Qualcuno sta cercando di far passare il messaggio che l’Italia avrebbe deciso di sospendere l’uso delle basi agli assetti Usa. Cosa semplicemente falsa, perché le basi sono attive, in uso e nulla è cambiato". Lo scrive su X il ministro della Difesa, Guido Crosetto. "Il Governo continua a fare ciò che hanno sempre fatto tutti i Governi italiani in totale aderenza agli impegni presi in Parlamento ed alla linea ribadita anche in Consiglio Supremo di Difesa in continuità con tutti i precedenti Consigli, nei decenni.Gli accordi internazionali disciplinano e distinguono con chiarezza ciò che necessita di specifica autorizzazione del Governo (per la quale si è deciso di coinvolgere sempre il Parlamento) in assenza della quale non è possibile concedere nulla e ciò che invece è considerato autorizzato tecnicamente perché ricompreso negli accordi.Un ministro deve solo farli rispettare. Terzium non datur. In ultimo voglio ribadire che non c’è alcun raffreddamento o tensione con gli Usa, perché conoscono le regole che disciplinano dal 1954 la loro presenza in Italia bene come le conosciamo noi".


Plauso bipartisan dalla politica


"Una decisione giusta", commenta Carlo Calenda a Start su SkyTg24. "Noi non abbiamo avuto nessun segnale dal nostro alleato, che non è alleato, gli Stati Uniti, sull'inizio di questa operazione. Non c'è nessuna ragione per avere un approccio sottomesso. E' giusto e corretto che non venga dato l'uso delle basi se non nel perimetro degli accordi che prescinde dalle azioni di guerra".

"Ritengo quello di Sigonella un atto dovuto", afferma Angelo Bonelli (Avs) a Coffee Break su La7. "Il governo ha sempre sostenuto che i trattati vanno rispettati, e in questo caso è stata presa una decisione coerente con questo principio. Tuttavia, non possiamo nasconderci dietro l’ipocrisia. Da Sigonella, con regolarità, parte il Triton, drone di monitoraggio che poi va a bombardare. Allo stesso modo, dalla base di Camp Darby, a Pisa, vengono caricati missili e armi che poi vanno a bombardare l’Iran. E certamente un fatto positivo aver negato ma non nascondiamoci dietro l’ipocrisia. L’Italia continua a fornire assistenza logistica a operazioni militari di questa guerra che stanno devastando e destabilizzando il pianeta, con conseguenze gravissime anche sul piano economico per il nostro Paese. Per questo dico che il governo dovrebbe avere il coraggio di fare un passo in più: prendere una posizione chiara e netta, e segnare una distanza dalle politiche di questo bullo del pianeta, come Donald Trump, pensa di governare il mondo attraverso la supremazia militare".

"I log e i tracciati radar dei siti internet che monitorano il traffico aereo globale mostrano che dalla base di Sigonella continuano a transitare - oltre a droni, aerei spia e cargo della U.S. Navy - anche cacciabombardieri F-15 dell'U.S. Air Force in configurazione tattica, cioè da combattimento", hanno dichiarato ieri i parlamentari M5S della Commissione Difesa alla Camera, Arnaldo Lomuti, Marco Pellegrini e Mario Perantoni. "Uno è decollato (l'altro ieri, ndr) alle 10.23 (GSTDR43), un altro è decollato venerdì alle 14:54 (FFAB123) e riatterrato sempre a Sigonella alle 17.31. Rispondendo a una nostra interpellanza urgente nell'aula di Montecitorio, la sottosegretaria alla Difesa Isabella Rauti ha definito 'ricostruzioni fantasiose' le nostre denunce di transito di cacciabombardieri F-15 americani in assetto da guerra nei giorni passati sulla base di Sigonella, dopo aver citato una nota di smentita dell'Aeronautica Militare. Noi prendiamo atto di questa smentita, ma chiediamo alla Difesa come essa si possa conciliare con queste informazioni che continuano a emergere. Chiediamo chiarezza rispetto a queste evidenze e pretendiamo rispetto perché le nostre denunce si basano su di esse non su fantasie".