Leone XIV torna a rivolgersi ai lefebvriani, pregandoli di soprassedere dal loro intento di separarsi dalla Chiesa cattolica. Lo fa con una lettera indirizzata a don Davide Pagliarani, superiore generale della Fraternità San Pio X, alla vigilia dell'ordinazione di quattro vescovi senza mandato pontificio. Il gruppo tradizionalista fondato dal vescovo francese Marcel Lefebvre, da tempo in scontro con la Santa Sede per il rifiuto delle riforme del Concilio Vaticano II, nel seminario di Econe, in Svizzera, alzeranno il livello dello scontro fino ad un punto considerato un vero e proprio guanto di sfida. Va da sé che se non ascolteranno l'appello del Papa sarà scisma con inevitabile scomunica latae sententiae per chi provvederà all’ordinazione e per i nuovi vescovi.
"La Chiesa riconosce l’attaccamento alla vita liturgica, l’impegno nella formazione sacerdotale, lo zelo apostolico e il desiderio di fedeltà alla Tradizione che caratterizzano molte persone e comunità legate a codesta Fraternità - scrive Leone XIV -. Ciò ha motivato l’atteggiamento di attenzione e di benevolenza che i miei predecessori vi hanno costantemente manifestato”. “Con questo spirito, e colmo di affetto cristiano, vi prego e vi chiedo con tutto il cuore: tornate sui vostri passi! Vi esorto a considerare attentamente il bene spirituale dei fedeli, perché l’atto scismatico che compireste li priverebbe della ricezione lecita e in taluni casi persino valida dei Sacramenti che essi amano e cercano per la propria santificazione”.
Il pontefice ribadisce la disponibilità al dialogo già manifestata anche dal prefetto dell’ex Sant’Uffizio, cardinal Fernandez. “La Chiesa - scrive Leone - è disponibile a un percorso di dialogo e di intesa che lo Spirito Santo può rendere possibile e fecondo. Prego per voi, perché lacerare la Tunica inconsutile di Cristo è un peccato di estrema gravità. Il Signore illumini le vostre coscienze e risvegli i vostri cuori. Per l’autorità ricevuta da Cristo, con animo addolorato, ma ancora pieno di speranza, sento il dovere di chiedervi di desistere dal vostro intento e affido queste intenzioni al Cuore immacolato di Maria, madre del Buon Consiglio”.
La risposta dei lefebvriani
"Paradossalmente, nel contesto odierno, ci sembra proprio di dovere fare tutto il possibile per cucire la tunica di Cristo, lacerata da forze e pressioni incompatibili con un autentico spirito cattolico. Chiedo semplicemente di considerare l'autenticità di questa intenzione prima di prendere una decisione in merito al Fraternità sacerdotale San Pio X. Non è troppo tardi. Lungi da noi l'idea di separarci dalla Chiesa romana; al contrario desideriamo servirla in modo straordinario, come aiutare una madre bisognosa di un aiuto speciale". E' la riposta dei lefebvriani all'ultimo appello di Leone prima delle ordinazioni episcopali di domani. E aggiungono: "Le chiediamo gentilmente di darci la benedizione".