"Regolarizzate gli esami online": lettera aperta di Multiversity a Bernini

Scritto il 11/02/2026
da agi

AGI - Una scelta politica e di sistema coraggiosa, organica e definitiva sul tema didattica in remoto ed esami online. È la richiesta delle rappresentanze studentesche di Università Mercatorum, Università Telematica Pegaso e Università San Raffaele Roma (del gruppo Multiversity) che, con una lettera aperta, si sono rivolti direttamente al ministro dell'Università e della Ricerca (MUR) Anna Maria Bernini e al Presidente dell'ANVUR - Agenzia Nazionale di Valutazione del Sistema Universitario e della Ricerca, Antonio Felice Uricchio. "Scriviamo con rispetto delle Istituzioni e con spirito costruttivo. Non per rivendicare eccezioni o scorciatoie, ma per chiedere finalmente una scelta politica e di sistema coraggiosa, organica e definitiva sul tema didattica in remoto ed esami online, che preservi la qualità e allo stesso tempo garantisca a tutti certezza e trasparenza. Con un dibattito pubblico, aperto e costruttivo che coinvolga tutte le componenti dell'università (e in primis noi studenti), e che non finisca per restringere l'accesso effettivo allo studio universitario di una parte significativa (e sempre più maggioritaria) di studenti e studentesse per prese di posizioni perlopiù ideologiche e strumentali".

Siamo pienamente consapevoli (e anche gli atenei del gruppo Multiversity sono sempre stati chiari su questo) che le Linee generali di indirizzo relative all’offerta formativa a distanza prevedano, come regola, lo svolgimento in presenza delle verifiche di profitto e dell'esame finale, ammettendo deroghe puntuali e contemplando la possibilità che tali fattispecie possano essere integrate in base all'evoluzione delle tecnologie disponibili. Comprendiamo anche la ratio: garantire integrità delle prove, uniformità e credibilità, con controlli adeguati. È una finalità che condividiamo. Lo diciamo con chiarezza: la qualità dell'assessment non è negoziabile.

Stessi standard, più accesso: l'obiettivo della riforma

Proprio per questo, riteniamo essenziale evitare che la discussione si riduca a un'alternativa impropria tra "rigore" e "flessibilità". Il vero obiettivo dovrebbe essere un altro: stessi standard, più accesso. In coerenza con l’idea (più volte espressa pubblicamente anche dal Ministero) che la qualità debba essere assicurata "a prescindere dalle modalità di erogazione" e che il sistema debba avere regole comuni.

Perché la stabilizzazione degli esami online è urgente

Nelle nostre comunità studentesche (e soprattutto in generale nelle università telematiche) la componente di studenti lavoratori, caregiver, persone con vincoli familiari, logistici o di salute, atleti dual career, nonché personale della PA e aderente alle forze armate e dell'ordine, è ampia e strutturale. Per molti di loro la possibilità di sostenere esami online non è una comodità, è la condizione pratica che rende possibile studiare, proseguire e completare un percorso universitario.

Questa dimensione individuale si intreccia con un dato sistemico. L'Italia si colloca nelle ultime posizioni dell'UE per numero di laureati complessivi: in particolare nel 2024, la quota di 25-34enni con titolo terziario è 31,6%, contro una media UE del 44,1% (Eurostat, 2024-2026).

Le richieste al MUR e all'ANVUR per la didattica remota

Chiediamo quindi:

Trasparenza sullo stato dell'interlocuzione fra Ministero e Università telematiche: se è in corso un tavolo tecnico o un confronto tra MUR e atenei sul tema (e sapevamo fosse così). Chiediamo che vengano indicati oggetto, tempi, passi successivi e modalità con cui tale interlocuzione si tradurrà in determinazioni operative, che auspichiamo comunque vertano alla stabilizzazione organica degli esami online e di ogni forma di didattica remota per tutti gli atenei senza distinzioni.

Valutazione di un principio di scelta, laddove compatibile e regolato: la possibilità, per ogni studente, di poter sostenere la prova online o in presenza, senza che ciò comporti differenze di dignità o di valore, e con standard di qualità verificabili stabiliti dai soggetti competenti. Non chiediamo di sostituirci a MUR e ANVUR nel definire il "come" tecnico: chiediamo il riconoscimento del "perché" e del "che cosa": rendere la scelta una leva di diritto allo studio, non un'eccezione residuale.

Coerentemente con quanto già previsto dal D.M. 1835/2024, chiediamo che si esplori (in modo trasparente e con l'eventuale supporto di ANVUR) l'ipotesi di un intervento integrativo che, sulla base del mutamento delle tecnologie disponibili, consenta una stabilizzazione regolata delle modalità esami online, invece di relegarle a casistiche straordinarie.

Digitalizzare l'università italiana: innovazione come standard

Più che far tornare indietro le università telematiche su strumenti digitali e innovativi come la didattica remota e gli esami online (dove gli atenei digitali sono stati veri e propri pionieri e avanguardisti), facciamoli diventare la normalità e un'opportunità per tutti gli atenei: il mondo reale, quello del lavoro, è già da tempo digitalizzato e lo sarà sempre di più: che sia l'occasione per digitalizzare una volta per tutte anche l'università italiana in ogni sua forma, che è davvero rimasta indietro sotto tanti punti di vista, in primis proprio in termini di innovazione. Che innovare diventi lo standard, se davvero si vuole guardare al futuro.

Un impegno comune: rigore, valutazione, responsabilità

Questa lettera non è contro qualcuno, così come non lo sono le diverse petizioni online auto organizzate dagli studenti che stanno circolando anche in questi giorni e che hanno già raggiunto migliaia di adesioni. Sono tutte iniziative che partono dal basso e a favore di un obiettivo condivisibile: un'università che sia insieme rigorosa, inclusiva e accessibile.

Non chiediamo scorciatoie. Chiediamo che le regole, nel perseguire la qualità, non producano effetti collaterali che riducono l'accesso allo studio proprio dove il Paese ha più bisogno di aumentarlo.

Per questo vi chiediamo un riscontro istituzionale e, se ritenuto utile, la disponibilità a un incontro (anche tecnico) con una delegazione delle Rappresentanze firmatarie, affinché la comunità studentesca possa essere informata in modo corretto e non attraverso indiscrezioni o interpretazioni parziali.