Di sabato da dieci anni Alessandro Continiello sta alla "porta" in viale Toscana, accoglie e conta il numero degli ospiti del "Pane Quotidiano" e nelle loro mani tese, nei loro sguardi e in quelli di chi li guarda scorge la città che sta cambiando. Agosto è il mese in cui c'è più luce sull'ombra di Milano, proprio qui, accanto ai nuovi palazzi luccicanti dell'università Bocconi.
"I numeri dell'estate sono quelli dell'inverno, in media circa 1500 persone, l'unica differenza è che adesso le corse degli autobus sono meno frequenti e gli arrivi a singhiozzo" racconta all'Agi Continiello, avvocato penalista e garante per l'infanzia a Landriano, Comune nel Pavese. L'associazione "Pane Quotidiano" è stata fondata nel 1898 con l'obbiettivo di non fare mai mancare il pane a nessuno, senza bisogno di "tessere" e col motto "Nessuno qui ti domanderà chi sei, ne' perché hai bisogno, né quali sono le tue opinioni".
Cambia la fotografia della povertà a Milano
"Chi viene ad agosto spesso ora arriva coi bambini perché non sanno dove lasciarli. Mi spiegano che non hanno i soldi nemmeno per mandarli in piscina e sono costretti a portarli qua. Non è facile venire davanti ai propri figli per il senso di dignità che appartiene a ogni essere umano. I bambini ci chiedono giocattoli, gli portiamo anche cioccolato e caramelle mentre per ore fanno la fila". Milano è sempre accogliente ma "è cambiata e c'è stata un'involuzione sotto diversi punti di vista".
"Basti pensare, ed era impensabile dieci anni fa, che ora ci sono tante persone di nazionalità cinese. Parliamo di un popolo che ha una profonda cultura dell'onore e una comunità coesa nella quale ci si aiuta molto. Eppure vengono qui, come gli altri stanno in coda, fin dalle 4 del mattino. Per le conseguenze della guerra ci sono anche molti ucraini e poi tanti sudamericani che lavorano ma non ce la fanno. In un certo senso, il 'Pane Quotidiano' ha una funzione sociale: evita che queste persone compiano dei furti spinte dalla fame".
"Meno pietas e più distacco"
Il pane, il latte, la frutta e la verdura, la base dell'alimentazione, paradossalmente scarseggiano e non perché i donatori siano meno generosi. "Di pane se ne produce sempre meno perché i costi per produrlo sono alti, il latte è richiestissimo per anziani e bambini ma le aziende lo usano molto anche per produrre latticini e di frutta e verdura se ne vede poca, sempre per la crisi economica".
Ma c'è qualcosa di più indecifrabile che colpisce Continiello: "Gli occhi di chi è in auto quando passa di qua. Vedo meno pietas, più distacco". L'avvocato a volte annota sui social il numero delle persone che si presentano. "Succede che si creino situazioni di nervosismo, magari quando si dà la precedenza a una persona nella fila perché ha delle fragilità. Tocca a noi gestirle. Noi volontari siamo molto uniti. Qui ho visto bambini diventare grandi e creato dei legami emozionanti. Il mio sogno è che un giorno 'Il Pane Quotidiano' fallisca, significherebbe che non c'è più la povertà. Un sogno grande come quelli che si fanno da bambini".