L'inchiesta sull'attentato a Ranucci: spuntano buchi nelle comunicazioni
Sotto la lente dei carabinieri di Roma e Frascati che, coordinati dalla procura di Roma (pm Edoardo De Santis) stanno indagando sull'attentato a Sigfrido Ranucci avvenuto il 16 ottobre del 2025, ci sono buchi temporali nelle comunicazioni tra Valter Lavitola e Sigfrido Ranucci.
È quello che sta emergendo dall'analisi dei cellulari e dal pc sequestrato al faccendiere, accusato e reo confesso di essere il mandante dell'attentato. I buchi nelle comunicazioni, a quanto si apprende da fonti investigative, risalgono a fasi antecedenti ma anche posteriori all'attentato. Per questo, sono in corso ulteriori accertamenti.
L'avvocato di Valter Lavitola: "ricorreremo in Cassazione"
Rispetto alla vicenda l'avvocato Sergio Cola, difensore di Valter Lavitola, ha espresso una posizione chiara: "Rispettiamo la decisione del Tribunale del Riesame che ha confermato l'ordinanza cautelare e aspettiamo le motivazioni che saranno depositate entro 45 giorni - ha sottolineato Cola - anche se chiaramente non ne condividiamo le conclusioni. Dunque, oggi stesso presenteremo ricorso in Cassazione, per saltum, contro l'ordinanza del gip che ha rigettato la nostra richiesta sulla perdita di efficacia della custodia cautelare che riteniamo sia ampiamente fondata".